UN FIGLIO DI ALEJANDRO PALOMASGuille non ha niente in comune con i suoi compagni di scuola è taciturno e ha sempre la testa tra le nuvole. 

Sarà perché non si è ancora ambientato nella nuova scuola, dice suo padre, Manuel Antúnez, Sonia, però, scuote la testa. 
Quella mattina, prima dell’intervallo, ha chiesto agli alunni che cosa avrebbero voluto fare da grandi.
C’è chi ha risposto il veterinario, chi Beyoncé, chi ancora l’astronauta, Rafael Nadal o la vincitrice di The Voice
Guille vuole essere Mary Poppins perché è una signora simpatica che sa volare, ama gli animali. Nessuno degli adulti ha, però, intuito il vero motivo della risposta di Guille. 
Avere i poteri magici di Mary Poppins significa per il bambino risolvere d’incanto tutti i suoi problemi. 
Gli basterebbe, infatti, cantare Supercalifragilistichespiralidoso e sua madre tornerebbe a casa, suo padre smetterebbe di passare le sere a piangere. 
La sua amica Nazia non sarebbe costretta ad andare in Pakistan a sposare un signore anziano che neppure conosce.
Lui, sa perfettamente che suo padre lo mette a letto e poi va a rimestare in una vecchia scatola nascosta. 
Sa che è un mistero che sua madre sia andata a lavorare a Dubai e non sia ancora tornata.
Con la sua prosa lieve, Alejandro Palomas regala una favola tenera e profonda che riflette sulla distanza emotiva che si può instaurare tra padre e figlio.
Un romanzo pieno di grazia e di speranza che parla al cuore di chi non vuole smettere di credere ai propri sogni.