Tutti all’Opera

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Tornano i grandi capolavori nella Stagione lirica di Sassari, curata per il 75esimo anno dall’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”. Il cartellone allestito dal direttore artistico Stefano Garau – confermato dopo l’esordio dell’anno scorso a colpi di sold out – prosegue sulla linea della qualità nella tradizione. La Stagione, ospitata al Teatro Comunale, partirà il 12 ottobre per concludersi il 9 dicembre.

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Nell’anno del 150esimo anniversario della sua morte, doppio appuntamento con Gioachino Rossini. Ad aprire la Stagione sarà uno dei più noti lavori del compositore pesarese: L’italiana in Algeri (“prima” il 12 ottobre, replica il 14), dramma giocoso in due atti su libretto di Angelo Anelli. Definita dal romanziere Stendhal “la perfezione del genere buffo”, l’opera venne rappresentata per la prima volta al Teatro San Benedetto di Venezia nel 1813. Famosa non soltanto per la celebre sinfonia, l’Italiana è stata musicata in soli 27 giorni ed è considerata una pietra miliare, capace di ravvivare l’opera comica italiana del tempo grazie a una serie di trovate geniali. L’ultima apparizione a Sassari risale a 26 anni fa; in precedenza era stata rappresentata nel 1985 e – per la prima volta assoluta in città – nel 1969.

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Rossini torna quindi nell’appuntamento immediatamente successivo (27 e 28 ottobre) con La cambiale di matrimonio, farsa comica in un atto su libretto di Gaetano Rossi che esordì al San Moisè di Venezia nel 1810 quando il compositore era appena diciottenne. Coetanei del giovane Rossini saranno anche i protagonisti della produzione sassarese: l’orchestra sarà infatti composta da giovani studenti di Sassari, come già accaduto l’anno scorso per Brundibàr. La Cambiale è stata a Sassari, per la prima e finora unica volta, nella stagione 1977, in quell’occasione abbinata all’atto unico Rita di Gaetano Donizetti.

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Rigoletto, in calendario il 9 e 11 novembre, segna il ritorno nella Stagione sassarese di Giuseppe Verdi. Il melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave vide il suo debutto alla Fenice di Venezia nel 1851, dopo una genesi piuttosto travagliata a causa della censura austriaca che costrinse l’autore a cambiarne l’ambientazione. È tra le opere maggiormente rappresentate in città dal 1952, cioè da quando l’Ente Concerti cura la Stagione lirica (ben otto volte) ma è stata sempre presente nel cartellone sassarese: un’esecuzione del 1886 nell’allora neonato Teatro Politeama venne diretta da Luigi Canepa. L’ultimo Rigoletto in città è del 2010.

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Sono passati 26 anni da quando le note dei Carmina Burana di Carl Orff sono risuonate in un teatro sassarese, allora il Verdi. Torneranno il 17 e 18 novembre, per la prima volta inserite in una Stagione lirica. La complessa e affascinante “cantata scenica”, composta dall’autore tedesco negli anni Trenta e rappresentata per la prima volta nel 1937 alla Staatsoper di Francoforte, rappresenta un caposaldo della musica corale moderna, scritta appena ottant’anni fa ma fondata sul Codex buranus che risale al tredicesimo secolo.

A chiudere la Stagione 2018 sarà, il 7 e 9 dicembre, La Bohème di Giacomo Puccini, opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Le avventure e gli amori di Rodolfo, Mimì, Musetta e Marcello nella Parigi ottocentesca furono ben presto noti ai sassaresi: l’opera debuttò al Regio di Torino nel 1896 e già due anni dopo, nel 1898, fu proposta a un Politeama entusiasta. L’ultima Bohème sassarese è del 2008.

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