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David Gilmour

David Gilmour

David Gilmour

Il 12 gennaio 1968, alla University of Aston, si tenne il primo show nel quale i Pink Floyd si presentarono al pubblico con una formazione a cinque, seppur momentanea, che vide per la prima volta la figura di David Gilmour in qualità di componente del gruppo britannico.

David Gilmour Pink FloydGilmour fu avvicinato per la prima volta dal batterista Nick Mason nel dicembre del 1967, che propose al chitarrista di unirsi alla band. Cosa poi avvenuta l’anno dopo, a distanza di poche settimana dall’incontro. L’ingaggio di David Gilmour avvenne per la necessità di colmare alle mancanze di Roger Keith “Syd” Barrett nelle esibizioni dal vivo. L’abuso di droghe, in particolare LSD, rese sempre più difficile per Barret esibirsi al meglio. I continui eccessi e i comportamenti problematici di Syd, e il successivo allontanamento, determinarono l’ingresso definitivo di David Gilmour come cantante e chitarrista solo pochi mesi dopo il concerto del 12 gennaio.

 

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Fabrizio De Andrè e l’Isola Paradiso a cura di Giovanni Gelsomino

Fabrizio De Andrè e l’Isola Paradiso a cura di Giovanni Gelsomino
deandQuesto libro su De Andrè non è una novità editoriale, non è neppure l’unico, ma è assolutamente degno di nota.
Ma questo volume è differente rispetto ad altri, perchè parla della vita di Fabrizio qui in Sardegna. Parla di un uomo con le pile scariche che cerca rifugio nelle cose semplici, pensando addirittura di darsi all’agricoltura. Sceglie la Sardegna, della quale si innamora perdutamente e nella quale ritrova se stesso.
In Sardegna ci passa gli ultimi 24 anni della sua vita, purtroppo non lunga. Una terra che sceglie come sua casa, nonostante il sequestro che lo ha coinvolto  insieme a sua moglie Dori Ghezzi.
 
“Quella in Sardegna è forse la vita migliore che un uomo possa augurarsi, una terra che dovrebbe coincidere con quella che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”
 
Questo libro è un omaggio doveroso della Gallura al cantautore. Doveroso perché di De André e della Gallura poco si è parlato, come poco si è parlato dei suoi amici e del rapporto che lui aveva con la nostra terra che lo ha praticamente rigenerato, restituendogli quegli stimoli decisivi per ritrovare quella vena poetica che pareva averlo abbandonato.
Tante immagini, fotografie che ritraggono questo grande cantautore nella vita di ogni giorno, nella semplicità della vita che aveva scelto di avere.
 
“Io qui mi trovo benissimo. Mi sono innamorato della natura e della gente. Mi sento più contadino che musicista, questo è il mio porto, il mio punto d’arrivo, qui voglio vivere, diventare vecchio, vedere come la vita continua”
 
Una delle canzoni più significative della sua permanenza in Sardegna è certamente questa:
A

Hotel Supramonte

A
E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo,
Tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo,
E una lettera vera di notte, falsa di giorno,
E poi scuse accuse e scuse senza ritorno.
E ora viaggi, ridi, vivi o sei perduta
Nel tuo ordine discreto dentro il cuore,
 
Ma dove, dov’è il tuo amore.
Ma dove è finito il tuo amore.
 
 Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile.
Grazie a te ho una barca da scrivere, ho un treno da perdere,
E un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve,
Sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete.
Passerà anche questa stazione senza far male.
Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore.
 
Ma dove, dov’è il tuo cuore.
Ma dove è finito il tuo cuore.
 
E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome.
Ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme.
Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano,
Cosa importa se sono caduto, se sono lontano.
Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole.
Perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole.
 
Ma dove, dov’è il tuo amore.
Ma dove è finito il tuo amore.
A
 
 
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40 anni fa …. Talking Heads ”77”

77 1

Nel 1977 usciva il primo lp dei Talking Heads: “77”, appunto.
In “77” il gruppo getta le basi del sound che lo contraddistinguerà nei primi, intensi, anni di attività : frenetico, quasi nervoso, ed incredibilmente accattivante. L’estro di David Byrne e compagni è sin dalle prime battute (dai primi giri di chitarra) evidente. La musicalità, i motivetti frenetici, i testi difficilmente comprensibili renderanno le “teste parlanti” un gruppo unico nel suo genere, simile solo ai primi “Devo”.

77

I quattro si compiacciono di essere ironici (e auto-ironici) e non a caso già poco dopo i Talking Heads saranno consideranti tra i gruppi “intellettuali” del movimento new wave.
I brani, anche quando si ascoltano con superficialità, fanno battere il piede per portare il tempo e il disco risulta ancora oggi accattivante, a suo modo originale e divertente. “77” nonostante gli anni all’ascolto rimane un ascolto piacevole, forse proprio per quel sound che in questo album suona acerbo. I tratti somatici dei Talking Heads però già ci sono tutti: la voce camaleontica di Byrne, i ritornelli frenetici di chitarra; dovranno solo maturare con il tempo (e ciò accadrà nell’arco di qualche anno con l’ausilio del musico-prestigiatore Brian Eno).

 

77 1L’istrionico e “nevrotico” leader assoluto del gruppo trascina la band e gli ascoltatori con la sua carica emotiva.
I brani sono brevi ma il punk non appartiene ai Talking Heads, e viceversa. In questo disco d’esordio la frenesia del movimento che spopola in Gran Bretagna arriva ad influenzare alcuni dei tratti del gruppo newyorkese che poi si evolveranno maturandosi. Il brano che risalta su tutti e che rimarrà per sempre un cavallo di battaglia è Psycho Killer: accattivante, trascinante, compulsivo.
Il fermento del periodo si rispecchia in questo gruppo e in quelli che abbandonano gli schemi classici del rock e si lasciano in ritmi individualistici ed individualizzati.

Quest’esordio non lascia il segno indelebile nella storia ma scuote le basi della musica del momento e segna le tracce del gruppo in cui troveranno ispirazione tanti gruppi della nascente new wave, di cui i Talking Heads sono tra i pionieri e di cui tanto ancora, dopo il 1977, se ne sentirà parlare.

John Lennon IMAGINE

John Lennon Imagine evidenza

John Lennon

John Lennon IMAGINE

Questo libro parla di pace. La pace ci aiuta a vivere una vita felice e serena. Perchè la pace prosperi, abbiamo bisogno che tutti si comportino con gentilezza, equità e giustizia.
Dobbiamo anche difendere le preziose libertà, i diritti umani, che appartengono a ciascuno di noi. Tutte le persone del mondo, bambini e adulti, uomini e donne, possiedono questi diritti. Sono stati proclamati con la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, quando il mondo ha detto “mai più” agli orrori della Seconda guerra mondiale. I diritti umani riguardano valori come la giustizia, la verità, l’eguaglianza, l’amore, la casa, la sicurezza. Sono parte integrante della nostra natura di esseri umani e nessuno dovrebbe mai prevaricare.

Imagine there’s no heaven

It’s easy if you try 

No hell below us

Above us only sky

Imagine all the people living for today

 

Imagine there’s no countries

It isn’t hard to do

Nothing to kill or die for

And no religion too

Imagine all the people living life in peace

 

You may say I’m a dreamer

But I’m not the only one

I hope someday you’ll join us

And the world will be as one

 

Imagine no possessions

I wonder if you can

No need for greed or hunger

A brotherhood of man

Imagine all the people sharing all the world

 

You may say I’m a dreamer

But I’m not the only one

I hope someday you’ll join us

And the world will live as one

Immagina. Tutti insieme faremo accadere la pace. Allora il mondo sarà davvero unito.

Trovate questo bel libro illustrato presso il nostro punto vendita, 15 euro

John Lennon Imagine evidenza