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Eleanor Oliphant sta benissimo

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Eleanor Oliphant sta benissimo

L’unica cosa che conta è rimanere fedeli a ciò che si è veramente

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.
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Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che secondo la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. In corso di pubblicazione in 35 paesi, è il romanzo d’esordio più venduto di sempre in Inghilterra, dove è da più di un anno in vetta alle classifiche. Ha vinto il Costa First Novel Award e presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Una storia di resilienza, di forza, di dolore, di speranza. Un grande romanzo con una grande anima.

L’autrice:

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Gail Honeyman è nata e cresciuta in Scozia, ora vive a Glasglow, e fin dai tempi della scuola la scrittura per lei è stata non solo un’attitudine ma un sogno. Un sogno che ha custodito e coltivato per anni. Un sogno che è diventato un progetto a cui ha dedicato tutto il suo tempo: dalle pause pranzo alle notti di ispirazione. Quel progetto è Eleanor Oliphant sta benissimo, che oggi è un caso editoriale eccezionale.

Garzanti, 344 pag, 17.90 €

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La felicità del cactus

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La felicità del cactus

La felicità del cactus è quello stato mentale che colpisce chi ha poche pretese e sta lì a prendersi quella poca acqua che gli spetta una volta ogni tanto. Sarah Haywood racconta in questo romanzo le avventure di Susan, una donna inflessibile e assolutamente femminista che rifiuta qualunque aiuto e qualunque debolezza. A Susan la sua vita va bene così com’è, senza sorprese e senza momenti sdolcinati. Ma anche i cactus più spinosi e più ancorati alla terra fioriscono ed è proprio quello che accade a questa donna in carriera, con un modesto ma elegante appartamento nel cuore di Londra e con una vita sentimentale preordinata, con un uomo che non chiede molto in cambio, se non qualche uscita culturale e qualche nottata insieme. Tutto cambia quando Susan scopre di essere incinta e nel frattempo viene colpita dalla scomparsa di una persona a cui è molto legata. All’improvviso le sue certezze crollano e un nuovo universo interiore si spalanca dentro di lei, scombussolandola completamente. Ma è proprio in questo attimo di confusione che l’esistenza si svela perché Susan riceverà aiuto dalle persone più impensabili, rimanendo finalmente senza parole e, soprattutto, senza spine. La felicità del cactus è un libro che insegna ad innaffiare, poco per volta, il proprio cuore.

 

L’autore

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Sarah Haywood è nata a Birmingham. Dopo gli studi in Legge, ha lavorato come avvocato e come consulente legale. La felicità del cactus (Feltrinelli, 2018) è il suo primo romanzo, acclamato in Inghilterra come uno degli esordi più attesi dell’anno, selezionato dalla catena di librerie WHSmith per la loro campagna promozionale per i nuovi talenti 2018 e in corso di pubblicazione in 7 paesi.

Scelti per voi

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Tre libri per le vostre letture estive:
“Assassinio sull’Orient Express” – Agatha Christie
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C’è un cadavere che viaggia a bordo del vagone Instanbul-Calais, sul lussuosissimo Orient Express dei primi anni ’30. L’uomo è un americano di nome Ratchett, un affarista in viaggio col proprio maggiordomo inglese e il suo segretario particolare.
E’ stato pugnalato per ben 12 volte, a mezzanotte, nella sua cuccetta. Chi può essere stato a fargli questo, su un vagone affollatissimo di illustri sconosciuti?
Per loro sfortuna, l’assassino viaggia con l’investigatore belga Hercule Poirot (storico personaggio immaginario nato dalla penna dell’autrice).
 
“L’arte della vittoria” – Phil Knight
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Giovane e fresco di laurea in economia, Phil Knight prende in prestito 50 dollari dal padre e crea un’azienda con un obbiettivo semplice: importare dal Giappone scarpe da atletica economiche ma di ottima qualità.
Vendendole dal bagagliaio della sua Valiant, nel 1963 (primo anno di attività), Knight incassa 8000 dollari. Con questo libro scopriremo come la Nike di Knight e il suo Swoosh siano simbolo di grandezza e leggiadria in ogni angolo del mondo.
 
“I diari di Falcone” – Edoardo Montolli
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A 26 anni dalla strage di Capaci inedite verità nascoste su Giovanni Falcone, il magistrato simbolo della lotta alla Mafia, potrebbero essere nascoste all’interno delle sue agende elettroniche, dalle quali sono emersi aspetti sconosciuti o poco noti, oggi recuperati in un libro-inchiesta del giornalista milanese Edoardo Montolli dal titolo “I diari di Falcone”.
L’autore mette in relazione fatti, testimonianze, appunti personali e ne emerge su un quadro sorprendentemente esclusivo, che apre nuovi scenari sulla morte del giudice.
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Suggerimenti per la lettura: Javier Cercas

Javier Cercas

Suggerimenti per la lettura: Javier Cercas

 

Tra le numerose segnalazioni pervenuteci dai nostri lettori, abbiamo deciso di dedicare un approfondimento ad un autore in particolare, per poter condividere qualche consiglio utile alle vostre prossime letture.
L’autore che oggi abbiamo deciso di trattare è Javier Cercas, scrittore e saggista spagnolo nato  nel 1962 a Ibahernando, nel cuore della provincia di Cáceres. IbahernandoNel 1966, all’età di quattro anni, si trasferisce con la famiglia a Girona, città catalana che sorge sulle sponde del fiume Onyar. In questa città egli compie gli studi e fino all’età di quindici anni torna tutte le estati al paese di origine, conservando con i luoghi natii un rapporto strettissimo e tuttora molto forte.
Nel corso dell’adolescenza comincia ad interessarsi alla letteratura, al cinema, ed è solito consumare droghe leggere. Alcuni membri della sua famiglia, incluso suo padre, erano falangisti, ovvero appoggiavano la Falange Española de las J.O.N.S., un movimento politico di ispirazione fascista fondato nel 1933 da José Antonio Primo de Rivera e successivamente controllato da Francisco Franco a partire dal 1939. Cercas, però, inizia a farsi una propria opinione sulla guerra civile spagnola leggendo molto riguardo all’argomento e distaccandosi dalle visioni politiche familiari.
javier-cercas-01-1-190402_lNel 1985 si laurea in Filologia ispanica all’Università Autonoma di Barcellona, ed in seguito prende il dottorato nella stessa disciplina all’Università di Barcellona. Per due anni lavora anche presso l’Università dell’Illinois, nel Midwest degli Stati Uniti d’America. Proprio qui scrive il suo primo romanzo e dal 1989 inizia a lavorare come professore di letteratura spagnola all’Università di Girona. Al contempo scrive articoli e recensioni per alcuni periodici e diventa un collaboratore abituale dell’edizione catalana di El País.
Dopo aver vissuto molti anni a Barcellona, Cercas torna a Girona con sua moglie e suo figlio nel 1999. girona 3Fino al 2000, Javier Cercas resta però un autore poco conosciuto. Questo si desume anche dal fatto che in un’antologia degli autori spagnoli più importanti pubblicata quell’anno, intitolata Páginas amarillas, il suo nome non era presente all’interno di una lista che comprendeva invece molti scrittori della sua generazione. Nonostante ciò, un suo amico, il rinomato scrittore cileno Roberto Bolaño, riconosce in lui un talento fuori dal comune e lo esorta a continuare a scrivere.
La tenacia e la passione per la scrittura premia Cercas: nel 2001 pubblica il romanzo Soldados de Salamina, che fa di lui uno scrittore universalmente riconosciuto ricevendo critiche eccellenti da autori del calibro di Mario Vargas Llosa, John Maxwell Coetzee, Doris Lessing, Susan Sontag e George Steiner. A partire da questo romanzo le sue opere sono state tradotte in più di venti paesi ed in più di trenta lingue, e dal libro è stata anche tratta una versione cinematografica diretta dal regista spagnolo David Trueba.
javiercercas3Inoltre, le numerose vendite di questo romanzo gli permettono di dedicarsi esclusivamente all’attività di scrittore, lasciando così l’incarico di professore universitario. Il suo romanzo seguente, La velocità della luce, pubblicato nel 2005, lo rivaluta ulteriormente, ed oltre ad essere considerato il romanzo dell’anno da El País ottiene vari premi letterari. Nelle sue opere successive, Anatomía di un istante (2009), Le leggi della frontiera (2012), L’impostore (2014) e Il re delle ombre (2017), Cercas ha mantenuto un forte interesse per i temi storici della guerra civile spagnola e della transizione spagnola successiva alla fine del Franchismo.
Javier CercasVogliamo porre l’attenzione proprio sugli ultimi due libri nominati, dal momento che si tratta di due romanzi piuttosto recenti. Il primo in esame, L’impostore, è un romanzo che trae ispirazione da una storia vera in cui il tema principale è la finzione. Tale finzione non è però opera della fantasia dell’autore, ma è perpetrata dallo stesso protagonista della storia. Questi è Enric Marco, un novantenne signore di Barcellona militante antifranchista, segretario del sindacato anarchico negli anni Settanta, in seguito presidente dell’associazione spagnola dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazista e insignito di riconoscimenti per il coraggio dimostrato e la testimonianza degli orrori del lager. In realtà, egli è un impostore. La sua menzogna è stata smascherata pubblicamente nel 2005, poiché è emerso da un’indagine storica che Enric Marco non è mai stato internato in un campo di concentramento e la sua vita è un intreccio di falsi racconti, a partire dalla partecipazione alla guerra civile spagnola fino alla sua militanza antifranchista.
Il secondo libro in esame è Il sovrano delle ombre, pubblicato nel 2017. Al centro del romanzo è posta la vita di Manuel Mena, un ragazzo che nel 1936, all’inizio della guerra civile, si arruola con l’esercito di Franco e muore due anni dopo nella battaglia dell’Ebro. Quel ragazzo, che agli occhi di tutti aveva combattuto per una causa ingiusta, era il prozio di Cercas. Anche in questo caso, l’autore compie un lavoro accurato per separare il vero dalla menzogna nell’inestricabile impasto della storia e per scoprire che le radici di ognuno sono inseparabili da quelle dei propri avi, per quanto il passato possa essere stato denso di ombre, dolore e vergogna. L’indagine personale di Cercas diventa così anche quella collettiva, in un romanzo sulla guerra che si pone profondamente contrario alla guerra e tenta di dare la risposta alle domande sollevate dall’autore nella prima opera di successo, Soldati di Salamina.
Come si può vedere, in generale la sua opera è principalmente narrativa, e si caratterizza per la mescolanza di vari generi letterari, l’uso del cosiddetto romanzo non-fiction e l’unione di cronaca e saggio con la finzione. Javier_Cercas 2I temi centrali della sua narrativa sono improntati sulla natura misteriosa e ricca di sfumature che caratterizza l’eroe, la rivalutazione dei personaggi da una luce positiva al loro lato oscuro e viceversa, l’ambiguità della ricostruzione storica e la difficoltà ad accettare il proprio passato soprattutto quando si presenta scomodo e disonorevole.
I romanzi e le cronache di Cercas sono soliti possedere un forte contenuto politico, per il quale può essere definito un autore di tendenze di sinistra, sebbene fortemente critico dello stato attuale della sinistra nel suo paese. È inoltre un fervente oppositore della dittatura di Francisco Franco, e proprio per questo ha polemizzato con vari intellettuali, giornalisti e politici, riguardo alle responsabilità durante la guerra civile spagnola, la dittatura di Franco e la transizione spagnola.
javier_Cercas 4Cercas ha vissuto per quasi tutta la sua vita in Catalogna, però si considera per sua stessa ammissione un “abitante dell’Estremadura catalanizzato o un catalano che non riesce a smettere di essere dell’Estremadura (o al contrario)”. In Catalogna esiste un forte nazionalismo, che a volte porta con sé il desiderio di rendersi indipendente dalla Spagna. Cercas rifugge il nazionalismo in generale, poiché lo considera un mero fatto passionale a differenza dell’indipendentismo, che è invece un tema politico. Questo antinazionalismo gli ha provocato dispute con altri scrittori e storici catalani, come Joan B. Culla, e lo ha portato a criticare apertamente i manifestanti nazionalisti simpatizzanti per l’ETA. Inoltre, si è mostrato favorevole ad un’Europa federale o confederata. Infine, Cercas si dichiara ateo ed anticlericale ma è molto interessato alla politica del Vaticano.