,

La felicità del cactus

9788807032929_quarta

La felicità del cactus

La felicità del cactus è quello stato mentale che colpisce chi ha poche pretese e sta lì a prendersi quella poca acqua che gli spetta una volta ogni tanto. Sarah Haywood racconta in questo romanzo le avventure di Susan, una donna inflessibile e assolutamente femminista che rifiuta qualunque aiuto e qualunque debolezza. A Susan la sua vita va bene così com’è, senza sorprese e senza momenti sdolcinati. Ma anche i cactus più spinosi e più ancorati alla terra fioriscono ed è proprio quello che accade a questa donna in carriera, con un modesto ma elegante appartamento nel cuore di Londra e con una vita sentimentale preordinata, con un uomo che non chiede molto in cambio, se non qualche uscita culturale e qualche nottata insieme. Tutto cambia quando Susan scopre di essere incinta e nel frattempo viene colpita dalla scomparsa di una persona a cui è molto legata. All’improvviso le sue certezze crollano e un nuovo universo interiore si spalanca dentro di lei, scombussolandola completamente. Ma è proprio in questo attimo di confusione che l’esistenza si svela perché Susan riceverà aiuto dalle persone più impensabili, rimanendo finalmente senza parole e, soprattutto, senza spine. La felicità del cactus è un libro che insegna ad innaffiare, poco per volta, il proprio cuore.

 

L’autore

sarahhaywood.jpg.223x276_q100

Sarah Haywood è nata a Birmingham. Dopo gli studi in Legge, ha lavorato come avvocato e come consulente legale. La felicità del cactus (Feltrinelli, 2018) è il suo primo romanzo, acclamato in Inghilterra come uno degli esordi più attesi dell’anno, selezionato dalla catena di librerie WHSmith per la loro campagna promozionale per i nuovi talenti 2018 e in corso di pubblicazione in 7 paesi.

,

Time after time

Time after time

20180719_095228

La storia del rock è una cosa meravigliosa. Da questo assunto nasce l’idea di Time after time, un modo originale, una formula sinora mai applicata, per raccontare passo passo quello che di notevole, interessante, curioso, memorabile, degno di essere tramandato, è successo nelle cronache del pop-rock dagli albori ad oggi. In una cavalcata divertente , che associa i massimi sistemi agli episodi più periferici, attraversati dai personaggi che hanno popolato le classifiche, gli stadi, i cinema, le trasmissioni radiofoniche e televisive  troviamo migliaia di notizie, nomi, titoli, festival con cui tracciare e ricordare la colonna sonora delle musiche che amiamo.

20180719_095246
E se lo scorrere del tempo viene punteggiato anche da tragedie e morti, evidenziati con una breve indicazione biografica, una sezione finale riassume dal 1° gennaio al 31 dicembre le date di nascita e i compleanni degli artisti più rappresentativi dell’ultimo secolo. Ogni anno inoltre viene introdotto da una nota che aiuta a contestualizzare il periodo e gli avvenimenti extramusicali.
Il volume riccamente illustrato con i volti, le copertine, le insegne di realtà culturali che hanno rappresentato l’avventura del pop-rock dagli anni Cinquanta a oggi getta uno sguardo complice e approfondito sui diversi generi con un’attenzione sistematica anche al panorama italiano.
La selezione degli argomenti, dei protagonisti, delle date tiene naturalmente conto di vari fattori, ma senza mai prescindere da considerazioni oggettive sull’importanza che tra gli appassionati e sui mass-media quei gruppi e quegli artisti si sono ritagliati nel corso del tempo.
Dal rock ‘n’ roll delle origini, passando per il beat, il blues revival, il country, il folk e la canzone d’autore, la psichedelia, il progressive, la stagione hard e metal, arrivando ai fenomeni del punk, della new wave, del reggae, e quindi alla diffusione dei linguaggi più commerciali, senza tralasciare la ricerca e la sperimentazione, per abbracciare naturalmente l’universo rap e hip-hop, del soul e della black music, nelle pagine di Time after time troveremo segnali che riguardano tutti gli attori di questa storia esaltante, dai grandi maestri e guru considerati i padri fondatori, fino ai teen idol dei giorni nostri. Una sorta di tempesta perfetta.
Time after time è il modo per raccontare la fantastica traiettoria dei suoni in cui siamo immersi e stimolare gli appetiti con cui guardare al presente e al futuro: un giorno dopo l’altro.

20180719_095207

L’autore Enzo Gentile lavora nella musica come critico e storico dalla metà degli anni Settanta. Debutta alla radio, poi scrive per un centinaio di testate, firma una quindicina di libri, organizza mostre e manifestazioni, lavora con teatri, festival, istituzioni. Ha collaborato con RadioRai (Fuorigiri, Stereodrome, Caterpillar), Radio Popolare, Radio24 e a diversi programmi televisivi. Ha curato la direzione artistica di varie rassegne tra cui Suoni e Visioni, Music club. È docente al Master in comunicazione musicale dell’Università Cattolica di Milano; tra i volumi pubblicati Cover & Cover (Mazzotta), Dizionario del pop-rock (Baldini&Castoldi, Zanichelli), Arrivano i Beatles e Beatles a fumetti (Skira), Legata a un granello di sabbia (Melampo), Jimi santo subito (Shake), Lontani dagli occhi (Laurana). Milanese, nato sotto il segno dei Gemelli, giornalista professionista dal 1984, hendrixiano, motociclista, ha seguito oltre 6 mila concerti. E continua a farlo.

enzo gentile

Time after time

editore: Hoepli

prezzo: 29,90 euro

,

IL VINILE: NASCITA E RINASCITA

Il Vinile Nascita e Rinascita evidenza

IL VINILE: NASCITA E RINASCITA

Nella sua rotonda perfezione, il vinile rappresenta indubbiamente lo strumento più affascinante per l’ascolto della musica, sia per la bellezza dell’oggetto in sè, sia per la qualità del suono che è capace di riprodurre. Il disco in vinile è riconducibile ad un determinato periodo storico, quello degli anni Cinquanta e Sessanta, nel quale tale supporto ha visto raggiungere la sua massima gloria, con la pazza corsa nei negozi di musica di giovani ed appassionati per acciuffare l’ultima uscita dell’artista preferito.

In realtà, le origni del giradischi possono essere fatte risalire al 1853, quando uno stampatore parigino iniziò a collaudare una serie di incisioni destinate a illustrare un manuale di fisica. Nell’esaminare quelle illustrazioni Edouard-Leon Scott de Martinville si imbattè in un disegno anatomico dell’interno dell’orecchio umano ed iniziò a chiedersi se fosse possbile creare un dispositivo meccanico basato sul principio di funzionamento dell’orecchio, in grado di registrare i suoni.

Nel 1857 egli presentò il fonoautografo, ovvero una macchina pioneristica che usava una specie di tromba per raccogliere il suono che poi passava attraverso una membrana elastica collegata a uno stilo. La rudimentale puntina creava un’impressione su carta o vetro anneriti con il fumo, registrando effettivamente il suono come forma di onda visiva. Nel 2008 gli scienziati hanno trasformato le incisioni in onde sonore di Scott de Martinville in suoni reali, da cui uscì la voce dell’autore che cantava per venti secondi la canzone popolare francese “Au claire de la lune”.

Successivamente, grandi menti, a partire da quella di Thomas Edison, si dedicarono al perfezionamento di un macchinario per la registrazione e riproduzione dei suoni, fino a che nel 1887 Emile Berliner brevettò il grammofono. Da quel momento si è assistito ad una crescente ascesa dell’industria discografica, mentre dopo la fine della seconda guerra mondiale le etichette discografiche e i produttori di hardware raddoppiarono i loro sforzi per ottenere un prodotto meccanico di successo.

Nel 1955 la Phico introdusse la serie di fonografi a transistor, ovvero dei giradischi portatili alimentati a batteria e dal costo accessibile per le famiglie e i ragazzi. In tal modo, anche la muscia pop ha iniziato ad diventare sempre più interessante ed ha acquisito sempre maggiore importanza all’interno della vita quotidiana. L’esplosione contemporanea dei grandi artisti dell’epoca ha infine creato tutto quel mondo discografico e musicale che con la sua evoluzione è arrivato fino ai giorni nostri.

Senz’altro, col tempo, l’avvento di nuove tecnologie, molto più comode da utilizzare per i costi notevolmente inferiori e le dimensioni ridotte degli apparecchi, hanno soppiantato lentamente il giradischi ed i cari 33 giri, che spesso sono diventati meri pezzi da arredamento lasciati mestamente a prendere polvere su qualche mobile o angoliera.

In particolare la diffusione di Internet ha completamente stravolto l’intero mercato musicale, e le collezioni di dischi sono diventate degli archivi elettronici dalle dimensioni sterminate stippati negli hard disk dei nostri computer.

In effetti, da un lato questa evoluzione tecnologica ha permesso di avere accesso alla musica costantemente, stando tranquillamente seduti a casa o camminando per strada con lo smartphone, dall’altro ha tolto il gusto di andare alla ricerca della musica che vogliamo davvero ascoltare e la conseguente possibilità di avere una collezione tangibile, magari ristretta ma molto intima e personale, non solo quindi un enorme magazzino di gigabyte che resta al contrario impalpabile e meno soddisfacente da possedere e far suonare.

Forse è anche per questo motivo che negli ultimi tempi si sta assisentendo ad una graduale rinascita del vinile, grazie al riaccendersi dell’interesse per la musica da collezionare e da poter ascoltare nuovamente con impianti di qualità ed esteticamente godibili.

Come testo consigliato, dal quale ci siamo ispirati per questa riflessione, suggeriamo “Il manuale del vinile“, di Matt Anniss e Patrick Fuller, Edizioni LSWR.

manuale del vinile

Il volume, oltre a ripercorrere nei dettagli tutte le vicende storiche, le numerose e divertenti curiosità legate al vinile, è suddiviso per approfondimenti tematici e spiegazioni tecniche. In particolare, come riscontrabile dall’indice al suo interno, il libro è composto da sei capitoli: il giradischi; ampli, diffusori e mixer; la sorgente sonora; la cultura del vinile; tecnica del vinile; la risorsa vinile. Infine, un’appendice dal titolo “per saperne di più”.

 

,

Suggerimenti per la lettura: Javier Cercas

Javier Cercas

Suggerimenti per la lettura: Javier Cercas

 

Tra le numerose segnalazioni pervenuteci dai nostri lettori, abbiamo deciso di dedicare un approfondimento ad un autore in particolare, per poter condividere qualche consiglio utile alle vostre prossime letture.
L’autore che oggi abbiamo deciso di trattare è Javier Cercas, scrittore e saggista spagnolo nato  nel 1962 a Ibahernando, nel cuore della provincia di Cáceres. IbahernandoNel 1966, all’età di quattro anni, si trasferisce con la famiglia a Girona, città catalana che sorge sulle sponde del fiume Onyar. In questa città egli compie gli studi e fino all’età di quindici anni torna tutte le estati al paese di origine, conservando con i luoghi natii un rapporto strettissimo e tuttora molto forte.
Nel corso dell’adolescenza comincia ad interessarsi alla letteratura, al cinema, ed è solito consumare droghe leggere. Alcuni membri della sua famiglia, incluso suo padre, erano falangisti, ovvero appoggiavano la Falange Española de las J.O.N.S., un movimento politico di ispirazione fascista fondato nel 1933 da José Antonio Primo de Rivera e successivamente controllato da Francisco Franco a partire dal 1939. Cercas, però, inizia a farsi una propria opinione sulla guerra civile spagnola leggendo molto riguardo all’argomento e distaccandosi dalle visioni politiche familiari.
javier-cercas-01-1-190402_lNel 1985 si laurea in Filologia ispanica all’Università Autonoma di Barcellona, ed in seguito prende il dottorato nella stessa disciplina all’Università di Barcellona. Per due anni lavora anche presso l’Università dell’Illinois, nel Midwest degli Stati Uniti d’America. Proprio qui scrive il suo primo romanzo e dal 1989 inizia a lavorare come professore di letteratura spagnola all’Università di Girona. Al contempo scrive articoli e recensioni per alcuni periodici e diventa un collaboratore abituale dell’edizione catalana di El País.
Dopo aver vissuto molti anni a Barcellona, Cercas torna a Girona con sua moglie e suo figlio nel 1999. girona 3Fino al 2000, Javier Cercas resta però un autore poco conosciuto. Questo si desume anche dal fatto che in un’antologia degli autori spagnoli più importanti pubblicata quell’anno, intitolata Páginas amarillas, il suo nome non era presente all’interno di una lista che comprendeva invece molti scrittori della sua generazione. Nonostante ciò, un suo amico, il rinomato scrittore cileno Roberto Bolaño, riconosce in lui un talento fuori dal comune e lo esorta a continuare a scrivere.
La tenacia e la passione per la scrittura premia Cercas: nel 2001 pubblica il romanzo Soldados de Salamina, che fa di lui uno scrittore universalmente riconosciuto ricevendo critiche eccellenti da autori del calibro di Mario Vargas Llosa, John Maxwell Coetzee, Doris Lessing, Susan Sontag e George Steiner. A partire da questo romanzo le sue opere sono state tradotte in più di venti paesi ed in più di trenta lingue, e dal libro è stata anche tratta una versione cinematografica diretta dal regista spagnolo David Trueba.
javiercercas3Inoltre, le numerose vendite di questo romanzo gli permettono di dedicarsi esclusivamente all’attività di scrittore, lasciando così l’incarico di professore universitario. Il suo romanzo seguente, La velocità della luce, pubblicato nel 2005, lo rivaluta ulteriormente, ed oltre ad essere considerato il romanzo dell’anno da El País ottiene vari premi letterari. Nelle sue opere successive, Anatomía di un istante (2009), Le leggi della frontiera (2012), L’impostore (2014) e Il re delle ombre (2017), Cercas ha mantenuto un forte interesse per i temi storici della guerra civile spagnola e della transizione spagnola successiva alla fine del Franchismo.
Javier CercasVogliamo porre l’attenzione proprio sugli ultimi due libri nominati, dal momento che si tratta di due romanzi piuttosto recenti. Il primo in esame, L’impostore, è un romanzo che trae ispirazione da una storia vera in cui il tema principale è la finzione. Tale finzione non è però opera della fantasia dell’autore, ma è perpetrata dallo stesso protagonista della storia. Questi è Enric Marco, un novantenne signore di Barcellona militante antifranchista, segretario del sindacato anarchico negli anni Settanta, in seguito presidente dell’associazione spagnola dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazista e insignito di riconoscimenti per il coraggio dimostrato e la testimonianza degli orrori del lager. In realtà, egli è un impostore. La sua menzogna è stata smascherata pubblicamente nel 2005, poiché è emerso da un’indagine storica che Enric Marco non è mai stato internato in un campo di concentramento e la sua vita è un intreccio di falsi racconti, a partire dalla partecipazione alla guerra civile spagnola fino alla sua militanza antifranchista.
Il secondo libro in esame è Il sovrano delle ombre, pubblicato nel 2017. Al centro del romanzo è posta la vita di Manuel Mena, un ragazzo che nel 1936, all’inizio della guerra civile, si arruola con l’esercito di Franco e muore due anni dopo nella battaglia dell’Ebro. Quel ragazzo, che agli occhi di tutti aveva combattuto per una causa ingiusta, era il prozio di Cercas. Anche in questo caso, l’autore compie un lavoro accurato per separare il vero dalla menzogna nell’inestricabile impasto della storia e per scoprire che le radici di ognuno sono inseparabili da quelle dei propri avi, per quanto il passato possa essere stato denso di ombre, dolore e vergogna. L’indagine personale di Cercas diventa così anche quella collettiva, in un romanzo sulla guerra che si pone profondamente contrario alla guerra e tenta di dare la risposta alle domande sollevate dall’autore nella prima opera di successo, Soldati di Salamina.
Come si può vedere, in generale la sua opera è principalmente narrativa, e si caratterizza per la mescolanza di vari generi letterari, l’uso del cosiddetto romanzo non-fiction e l’unione di cronaca e saggio con la finzione. Javier_Cercas 2I temi centrali della sua narrativa sono improntati sulla natura misteriosa e ricca di sfumature che caratterizza l’eroe, la rivalutazione dei personaggi da una luce positiva al loro lato oscuro e viceversa, l’ambiguità della ricostruzione storica e la difficoltà ad accettare il proprio passato soprattutto quando si presenta scomodo e disonorevole.
I romanzi e le cronache di Cercas sono soliti possedere un forte contenuto politico, per il quale può essere definito un autore di tendenze di sinistra, sebbene fortemente critico dello stato attuale della sinistra nel suo paese. È inoltre un fervente oppositore della dittatura di Francisco Franco, e proprio per questo ha polemizzato con vari intellettuali, giornalisti e politici, riguardo alle responsabilità durante la guerra civile spagnola, la dittatura di Franco e la transizione spagnola.
javier_Cercas 4Cercas ha vissuto per quasi tutta la sua vita in Catalogna, però si considera per sua stessa ammissione un “abitante dell’Estremadura catalanizzato o un catalano che non riesce a smettere di essere dell’Estremadura (o al contrario)”. In Catalogna esiste un forte nazionalismo, che a volte porta con sé il desiderio di rendersi indipendente dalla Spagna. Cercas rifugge il nazionalismo in generale, poiché lo considera un mero fatto passionale a differenza dell’indipendentismo, che è invece un tema politico. Questo antinazionalismo gli ha provocato dispute con altri scrittori e storici catalani, come Joan B. Culla, e lo ha portato a criticare apertamente i manifestanti nazionalisti simpatizzanti per l’ETA. Inoltre, si è mostrato favorevole ad un’Europa federale o confederata. Infine, Cercas si dichiara ateo ed anticlericale ma è molto interessato alla politica del Vaticano.