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Ferma il criceto che hai in testa di Serge Marquis

Ferma il criceto che hai in testa evidenza

Ferma il criceto che hai in testa di Serge Marquis

Ferma il criceto che hai in testaL’approccio di Marquis per azzittire quel continuo baccano che abbiamo nella testa è brillante. Per affrontare i più comuni problemi legati allo stress dà consigli pratici e risposte concrete, seguendo l’idea che per stare bene si deve essere capaci di guardarsi dentro con molta ironia. Ma come si fa a sedare il nostro criceto iperattivo? La risposta è “decrescita personale“, ovvero quella frazione di secondo in cui diventiamo consapevoli del fatto che la nostra mente è totalmente occupata da parole e immagini contaminate dall’ego. Basta un secondo per mettere in atto la decrescita. E Marquis ci dà le istruzioni.

Siete tra coloro che hanno l’impressione di avere sempre la testa colma di pensieri? Un perenne ronzìo disturbante che vi impedisce di addormentarvi facilmente la notte? O siete semplicemente consapevoli di essere stressati e frustrati, perennemente in balìa delle vostre emozioni? Comunque sia, c’è un solo colpevole per tutto ciò: è un piccolo roditore che ha fatto il nido nella vostra testa, un frenetico criceto che non sta fermo un secondo e che Serge Marquis, medico specializzato nel trattamento dei disturbi da stress, conosce così bene da avergli dedicato un libro: Ferma il criceto che hai in testa (BUR-Rizzoli, 180 pagine, 14,90 euro). In quello che ormai è un best-seller, Marquis accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta di quel retro pensiero che cova costantemente dentro di noi, per individuare quando la nostra mente va in “modalità criceto” e riuscire a disinnescarla.

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Più veloce del vento di Tommaso Percivale

Più veloce del vento di Tommaso Percivale evidenza

Più veloce del vento di Tommaso Percivale

Più veloce del vento di Tommaso PercivaleGironzolo come sempre in una delle mie librerie di fiducia, e mi imbatto per caso in questo libro. Un libro per ragazzi dai 12 anni in su, dicono, ma che garantisco non fa male anche ai più grandi, e che racconta la storia vera di Alfonsina Morini Strada. Una storia bellissima, fortissima, tenacissima e coraggiosissima come la sua protagonista.

Sì perché Alfonsina, figlia di poveri contadini emiliani, era proprio così! In questo racconto “veloce” si può conoscere la leggendaria figura della prima donna che con una forza unica, in tempi impensabili, conquistò la sua libertà riuscendo a competere in gare maschili come il Giro di Lombardia e il Giro d’Italia, sfidando i costumi e la società che la volevano una signorina perbene, mentre lei voleva essere una ciclista.  Passò praticamente tutta la sua vita in sella alla sua bicicletta e quando ormai in età avanzata era troppo faticoso, decise di cambiare sella e si mise a cavalcare una Guzzi 500 rossa. Non c’è bisogno di altre parole per descrivere quanto è affascinante la figura di questa donna e quanto è stato divertente scoprirla leggendola in queste pagine.

Dunque maggiorenni o no, bando alle cince e “pedalate” per leggere la storia di Alfonsina.

Bonne lecture!

Madame LeLivre

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David Gilmour

David Gilmour

David Gilmour

Il 12 gennaio 1968, alla University of Aston, si tenne il primo show nel quale i Pink Floyd si presentarono al pubblico con una formazione a cinque, seppur momentanea, che vide per la prima volta la figura di David Gilmour in qualità di componente del gruppo britannico.

David Gilmour Pink FloydGilmour fu avvicinato per la prima volta dal batterista Nick Mason nel dicembre del 1967, che propose al chitarrista di unirsi alla band. Cosa poi avvenuta l’anno dopo, a distanza di poche settimana dall’incontro. L’ingaggio di David Gilmour avvenne per la necessità di colmare alle mancanze di Roger Keith “Syd” Barrett nelle esibizioni dal vivo. L’abuso di droghe, in particolare LSD, rese sempre più difficile per Barret esibirsi al meglio. I continui eccessi e i comportamenti problematici di Syd, e il successivo allontanamento, determinarono l’ingresso definitivo di David Gilmour come cantante e chitarrista solo pochi mesi dopo il concerto del 12 gennaio.

 

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Quel Centro al Centro, un posto in trincea di Wanda Nazzari

Quel Centro al Centro Wanda Nazzari

Il Centro Culturale Man Ray

PRESENTA il libro

Quel Centro al Centro, un posto in trincea”

SABATO 25 NOVEMBRE 2017, ore 17.30

Finestra evento facebook Sassari

Postfazione a cura di Mariolina Cosseddu.

Al lettore che attraversa le pagine di questo volume va fatta una precisazione. Dentro il libro si può entrare da più ingressi, si possono seguire differenti itinerari, visivi e testuali, ci si può muovere zigzagando, persino cominciare dalla fine. La narrazione sarà sempre pronta ad aspettarci, a prendere per mano chi legge per condurlo a destinazione, ad appagare curiosità e dubbi, perché il testo ha il respiro profondo del tempo, il ritmo cadenzato dei giorni che hanno scandito la storia di un’avventura che dura da più di vent’anni. Nato per celebrare l’anniversario dell’attività del “Man Ray”, questo volume è, in realtà, un “reportage” mentale che colloca nella realtà storica e non più solo aneddotica le vicende culturali di un ancora vitale centro artistico.

Un diario non solo di fatti e avvenimenti, quello scritto da Wanda Nazzari e documentato dalle immagini di Stefano Grassi, quanto di idee, di riflessioni, di scommesse e di azzardi, di sfide e rinunce, che delineano un grande collage dentro cui si legge, tessera dopo tessera, la storia dell’arte in Sardegna di questi ultimi decenni.

Ma è anche, in controluce, una vera e propria biografia sentimentale. Quella di un’artista che ha voluto dare vita e mantenere in vita, un Centro al centro.

Al centro di tutto. Della città, dell’arte, della socialità, della propria esistenza.

Il “Man Ray” è, di fatto, il caleidoscopio, magica girandola, attraverso cui Wanda Nazzari ha cercato la propria libertà e indipendenza intellettiva, la propria appassionata visione dell’arte e della vita. Ne discende una geografia del contemporaneo varia e sempre molteplice, un territorio aperto di cui Wanda rivendica, con queste pagine, la felicità che le ha portato, i momenti esaltanti vissuti, le traversie e le disillusioni; più propensa a dimenticare e tacere le amarezze e i rimpianti.

La narrazione appare dolce, pacata ma sicura, di chi non ha mai fatto sconti a nessuno, intransigente ed esigente, come è lei, una donna minuta solo nel fisico ma determinata negli obbiettivi e negli intenti. Prima di tutto quello di creare un luogo di incontro e di dibattito, uno spazio del confronto.

Per questo il racconto assume il tono del romanzo familiare, quasi un’epica visione dove la sua voce, chiamando in causa un esercito di protagonisti, ha saputo tessere, nella realtà e nella memoria, contatti e relazioni, rapporti e dissoluzioni tra chi vive dentro l’imprevedibile mondo dell’arte.

Mariolina Cosseddu

Vi aspettiamo per la presentazione del libro sabato, 25 novembre 2017 alle 17:30 qui alle Messaggerie Sarde.