René Girard Shakespeare Il teatro dell’invidia

René Girard Shakespeare Il teatro dell'invidia evidenza

René Girard Shakespeare Il teatro dell’invidia

René Girard Shakespeare Il teatro dell'invidiaRené Girard ha sviluppato ormai da molti anni una teoria della società e della violenza che ha mostrato una grande forza ermeneutica, applicandosi via via, e sempre con risultati illuminanti, a materiali antropologici, alla tragedia greca e infine ai testi evangelici. Ed era quasi inevitabile che Girard mettesse il suo pensiero alla prova su Shakespeare, poiché nulla come Shakespeare dà l’impressione di una realtà totale e proteiforme, che sfugge beffardamente a ogni tentativo di definizione. E così è senz’altro – ma è vero anche, come questo libro documenta in modo stringente, che Shakespeare è il più ricco laboratorio dove osservare le categorie elaborate da Girard nel loro peculiare movimento: quella spirale che, a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il “desiderio mimetico”), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente mediante il sacrificio di una vittima designata, il “capro espiatorio”. Attraversando l’intera opera di Shakespeare, da una commedia giovanile poco frequentata dalla critica quale “I due gentiluomini di Verona” a opere capitali come “Sogno di una notte di mezza estate”, “Giulio Cesare” e “Troilo e Cressida”, fino agli esiti tardi e supremi del “Racconto d’inverno” e della “Tempesta”, Girard ha ritrovato in tutti i suoi ingannevoli meandri la drammaturgia del conflitto mimetico, che ha al suo centro il peccato più inconfessabile: l’invidia. Il risultato è doppiamente felice: da un lato la teoria di Girard si riveste del sontuoso tessuto della parola shakespeariana, dall’altro il testo di Shakespeare, crivellato da secoli di glosse critiche, conferma la sua inesauribilità, rivelando scorci, strutture e prospettive sconvolgenti che la critica anteriore non aveva saputo percepire.

Il negoziato emotivo Roger Fisher e Daniel Shapiro

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Il negoziato emotivo Roger Fisher e Daniel Shapiro

Il negoziato emotivo Roger Fisher e Daniel ShapiroDovete affrontare il vostro capo furibondo? Tutti i giorni avete a che fare con un collega dal carattere difficile? Avete un figlio adolescente con il quale è impossibile parlare? Imparate a gestire le vostre emozioni e a stimolare negli altri e in voi stessi quelle che vi aiuteranno a raggiungere il risultato che vi prefiggete. Nel “Negoziato emotivo” troverete i punti chiave su cui dovete concentrarvi: esprimere apprezzamento per le opinioni degli altri, istituire un legame; trasformare un vostro avversario in un alleato, rispettare l’autonomia negli altri e guadagnare la propria, riconoscere il ruolo degli altri e stabilire il proprio, scegliere una funzione positiva in ogni tipo di negoziato.

Prendi la Vita nelle Tue Mani di Wayne W. Dyer

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Prendi la Vita nelle Tue Mani di Wayne W. Dyer

Prendi la Vita nelle Tue Mani copertinaSe avete dovuto subire le prepotenze dell’impiegato di qualche ufficio pubblico; se avete dovuto sorbirvi la solita riunione di famiglia perché “si è sempre fatto così”; se in qualche occasione avete dovuto subire la volontà di una persona o di un organismo qualsiasi, allora questo è il libro che fa per voi.

Wayne W. Dyer vi insegna, in modo chiaro e semplice, come diventare veramente padroni di voi stessi, come sfuggire al ruolo di “vittima” che qualcuno vi vuole imporre, sia la società, la famiglia, il datore di lavoro o chiunque altro.

Con moltissimi e precisi esempi l’autore fornisce formule e modelli di comportamento che vi potranno essere di aiuto prezioso nei casi in cui sarete oggetto di sopraffazione, dal commesso di negozio che non vuol cambiarvi un articolo difettoso al burocrate che vi manda da un ufficio all’altro per una semplice pratica.

E descrivendo le strategie da adottare per vincere la tendenza a chiudersi nella propria rassegnazione, Dyer illustra passo dopo passo le tappe di un progresso interiore che vi condurrà alla meta più ambita, la libertà personale.

“La vita di ogni uomo è un bene a sé stante e irripetibile. E siccome è l’unica vita di cui disponiamo, ne consegue che è troppo preziosa per consentire che altri ce la sciupino a proprio vantaggio.” – Wayne W. Dyer

Potete prenotarlo, anche da soli, Prezzo € 10,50 – Bur Rizzoli

Wayne W. Dyer, Ph.D., è stato un autore di fama internazionale e speaker in materia di sviluppo personale. Autore di 30 libri, ha creato molti programmi audio e video, ed è apparso su migliaia di programmi televisivi e radiofonici.

Dyer era dottore in counseling educativo presso la Wayne State University ed è stato professore associato presso il St. John’s University di New York.

Il Dr. Wayne Dyer viene tuttora affettuosamente chiamato il “padre della motivazione” dai suoi fan. Nonostante la sua infanzia trascorsa in orfanotrofi e case-famiglia, il Dott. Dyer ha superato molti ostacoli per realizzare i suoi sogni. Durante la sua vita ha speso molto del suo tempo per mostrare agli altri come fare lo stesso.

Riconoscere la rabbia

La rabbia: come riconoscerla, comprenderla e farne buon uso

Riconoscere la rabbia

Che cos’è la rabbia? Nella maggior parte delle teorie psicologiche è la reazione alla frustrazione e alla costrizione sia fisica che psicologica.

Queste componenti sono importanti per la sua attivazione ma l’elemento rilevante è dato dalla responsabilità, dalla consapevolezza che si attribuisce alla persona che in quel momento si oppone alla soddisfazione di un nostro bisogno fisico o psicologico, pur essendo nella condizione di poterlo evitare.

La rabbia è un’emozione primitiva e in quanto tale può essere osservata sia in bambini che in specie di animali diverse dall’uomo.

La Rabbia. Seminario esperienziale condotto da Miriam Bargagna evidenza

Insieme alla gioia e al dolore è una delle emozioni più precociA differenza di queste socialmente è molto meno accettata e sin piccoli molto spesso veniamo educati alla soppressione o al massimo al suo contenimento.

Se prendiamo come riferimento la triade dell’ostilità troviamo affiancate alla rabbia il disgusto e il disprezzo. Questi sentimenti sono fortemente collegati tra di loro tanto che a volte risulta difficile capire qual è quello predominante.

La terminologia di riferimento varia in base all’intensità dell’emozione, se maggiore parliamo di collera, esasperazione, furore e ira mentre se è minore di irritazione, fastidio, impazienza.

Sin da bambini ci viene insegnato che arrabbiarsi non è una buona cosa, per cui giorno per giorno impariamo a nascondere la rabbia che proviamo fino a non ascoltarla e a non esprimerla più e a lasciare che sia il corpo a farsene carico, con malesseri di varia intensità. In realtà se riuscissimo a metterci nella condizione dell’osservatore che si pone di fronte alle varie situazioni con sguardo presente ma non giudicante, ci daremmo l’occasione di apprendere molte informazioni per il nostro sviluppo interiore.

Come ho scritto all’inizio di questo articolo, la rabbia si attiva quando ci troviamo nella condizione di non vedere accolto un nostro bisogno e percepiamo in questa negazione un attacco alla nostra persona nella sua totalità. In quel momento ci viene data la possibilità di manifestare, nella giusta modalità, quale è il nostro bisogno e perché ci sentiamo frustrati se questo non viene accolto.

Questo atteggiamento, se allenato costantemente dalle situazioni più semplici a quelle più complicate, nel tempo ci metterà nella condizione di essere noi degli individui coesi e coerenti nella nostra espressività più profonda, ma anche di creare relazioni, il più possibile libere da vizi di forma, molto spesso condizionate dalla paura.

Entrare in contatto con la nostra rabbia è una grande possibilità di andare a contattare piccole parti di noi, che nel tempo abbiamo messo a tacere e utilizzare la loro energia inespressa, per riportare ordine interiore, aumento la possibilità di esprimerci secondo quello che era il potenziale che avevamo da bambini quando non dovevamo cedere a svariati compromessi per quella che  allora percepivamo come unica possibilità di sopravvivenza, ma che alla fine ci ha fatto perdere la nostra autenticità.

La buona notizie è che non è mai tardi per cominciare questo cammino di consapevolezza.

 

Chi è Miriam Bargagna

Da anni interessata a tutto ciò che è benessere, dopo aver studiato e approfondito diverse tecniche e terapie olistiche, si appassiona al mondo della crescita personale. Frequenta vari corsi e seminari a livello locale a nazionale fino a raggiungere la qualifica di operatore olistico nei registri Aspin, tramite il Centro di Ricerca Erba Sacra,  livello formatore, secondo la legge  4 del 14 gennaio 2013.  Nell’ottobre 2015 acquisisce la certificazione di  Practitioner of Neuro- Linguistic Programming for Education con Kate Benson (International Director of Education for the Society of NLP™).

Ha creato un percorso di crescita personale  basato sulla consapevolezza e sulla ricerca interiore che è sempre in continua evoluzione.