Prendi la Vita nelle Tue Mani di Wayne W. Dyer

Prendi la Vita nelle Tue Mani evidenza

Prendi la Vita nelle Tue Mani di Wayne W. Dyer

Prendi la Vita nelle Tue Mani copertinaSe avete dovuto subire le prepotenze dell’impiegato di qualche ufficio pubblico; se avete dovuto sorbirvi la solita riunione di famiglia perché “si è sempre fatto così”; se in qualche occasione avete dovuto subire la volontà di una persona o di un organismo qualsiasi, allora questo è il libro che fa per voi.

Wayne W. Dyer vi insegna, in modo chiaro e semplice, come diventare veramente padroni di voi stessi, come sfuggire al ruolo di “vittima” che qualcuno vi vuole imporre, sia la società, la famiglia, il datore di lavoro o chiunque altro.

Con moltissimi e precisi esempi l’autore fornisce formule e modelli di comportamento che vi potranno essere di aiuto prezioso nei casi in cui sarete oggetto di sopraffazione, dal commesso di negozio che non vuol cambiarvi un articolo difettoso al burocrate che vi manda da un ufficio all’altro per una semplice pratica.

E descrivendo le strategie da adottare per vincere la tendenza a chiudersi nella propria rassegnazione, Dyer illustra passo dopo passo le tappe di un progresso interiore che vi condurrà alla meta più ambita, la libertà personale.

“La vita di ogni uomo è un bene a sé stante e irripetibile. E siccome è l’unica vita di cui disponiamo, ne consegue che è troppo preziosa per consentire che altri ce la sciupino a proprio vantaggio.” – Wayne W. Dyer

Potete prenotarlo, anche da soli, Prezzo € 10,50 – Bur Rizzoli

Wayne W. Dyer, Ph.D., è stato un autore di fama internazionale e speaker in materia di sviluppo personale. Autore di 30 libri, ha creato molti programmi audio e video, ed è apparso su migliaia di programmi televisivi e radiofonici.

Dyer era dottore in counseling educativo presso la Wayne State University ed è stato professore associato presso il St. John’s University di New York.

Il Dr. Wayne Dyer viene tuttora affettuosamente chiamato il “padre della motivazione” dai suoi fan. Nonostante la sua infanzia trascorsa in orfanotrofi e case-famiglia, il Dott. Dyer ha superato molti ostacoli per realizzare i suoi sogni. Durante la sua vita ha speso molto del suo tempo per mostrare agli altri come fare lo stesso.

Riconoscere la rabbia

La rabbia: come riconoscerla, comprenderla e farne buon uso

Riconoscere la rabbia

Che cos’è la rabbia? Nella maggior parte delle teorie psicologiche è la reazione alla frustrazione e alla costrizione sia fisica che psicologica.

Queste componenti sono importanti per la sua attivazione ma l’elemento rilevante è dato dalla responsabilità, dalla consapevolezza che si attribuisce alla persona che in quel momento si oppone alla soddisfazione di un nostro bisogno fisico o psicologico, pur essendo nella condizione di poterlo evitare.

La rabbia è un’emozione primitiva e in quanto tale può essere osservata sia in bambini che in specie di animali diverse dall’uomo.

La Rabbia. Seminario esperienziale condotto da Miriam Bargagna evidenza

Insieme alla gioia e al dolore è una delle emozioni più precociA differenza di queste socialmente è molto meno accettata e sin piccoli molto spesso veniamo educati alla soppressione o al massimo al suo contenimento.

Se prendiamo come riferimento la triade dell’ostilità troviamo affiancate alla rabbia il disgusto e il disprezzo. Questi sentimenti sono fortemente collegati tra di loro tanto che a volte risulta difficile capire qual è quello predominante.

La terminologia di riferimento varia in base all’intensità dell’emozione, se maggiore parliamo di collera, esasperazione, furore e ira mentre se è minore di irritazione, fastidio, impazienza.

Sin da bambini ci viene insegnato che arrabbiarsi non è una buona cosa, per cui giorno per giorno impariamo a nascondere la rabbia che proviamo fino a non ascoltarla e a non esprimerla più e a lasciare che sia il corpo a farsene carico, con malesseri di varia intensità. In realtà se riuscissimo a metterci nella condizione dell’osservatore che si pone di fronte alle varie situazioni con sguardo presente ma non giudicante, ci daremmo l’occasione di apprendere molte informazioni per il nostro sviluppo interiore.

Come ho scritto all’inizio di questo articolo, la rabbia si attiva quando ci troviamo nella condizione di non vedere accolto un nostro bisogno e percepiamo in questa negazione un attacco alla nostra persona nella sua totalità. In quel momento ci viene data la possibilità di manifestare, nella giusta modalità, quale è il nostro bisogno e perché ci sentiamo frustrati se questo non viene accolto.

Questo atteggiamento, se allenato costantemente dalle situazioni più semplici a quelle più complicate, nel tempo ci metterà nella condizione di essere noi degli individui coesi e coerenti nella nostra espressività più profonda, ma anche di creare relazioni, il più possibile libere da vizi di forma, molto spesso condizionate dalla paura.

Entrare in contatto con la nostra rabbia è una grande possibilità di andare a contattare piccole parti di noi, che nel tempo abbiamo messo a tacere e utilizzare la loro energia inespressa, per riportare ordine interiore, aumento la possibilità di esprimerci secondo quello che era il potenziale che avevamo da bambini quando non dovevamo cedere a svariati compromessi per quella che  allora percepivamo come unica possibilità di sopravvivenza, ma che alla fine ci ha fatto perdere la nostra autenticità.

La buona notizie è che non è mai tardi per cominciare questo cammino di consapevolezza.

 

Chi è Miriam Bargagna

Da anni interessata a tutto ciò che è benessere, dopo aver studiato e approfondito diverse tecniche e terapie olistiche, si appassiona al mondo della crescita personale. Frequenta vari corsi e seminari a livello locale a nazionale fino a raggiungere la qualifica di operatore olistico nei registri Aspin, tramite il Centro di Ricerca Erba Sacra,  livello formatore, secondo la legge  4 del 14 gennaio 2013.  Nell’ottobre 2015 acquisisce la certificazione di  Practitioner of Neuro- Linguistic Programming for Education con Kate Benson (International Director of Education for the Society of NLP™).

Ha creato un percorso di crescita personale  basato sulla consapevolezza e sulla ricerca interiore che è sempre in continua evoluzione.

Lavorare per obiettivi

Lavorare per obiettivi

Ad ogni Capodanno, tra i vari rituali c’è anche quello di pensare: “cosa farò di nuovo quest’anno?”

La nostra mente libera di spaziare, ci porta in luoghi sconosciuti, ad esercitare attività ambite, ad una forma fisica smagliante e alla realizzazione del sogno di tutta la vita.

I giorni passano e quei pensieri che abbiamo fatto, quei propositi celati anche a noi stessi durante il resto dell’anno, vengono riposti nel cassetto in attesa di essere rispolverati alla prima buona occasione.

I desideri sono sogni espressi ma senza una precisa definizione o progetto di attuazione, pertanto rischiano di dissolversi come neve al sole.

Quando invece vogliamo fortemente realizzare qualcosa dobbiamo necessariamente tenere conto di alcuni aspetti fondamentali.

L’obiettivo perché possa essere definito tale, deve essere costruito tenendo conto di alcuni elementi indispensabili che trovano già una prima collocazione nell’acronimo SMART.

La decodifica di questo termine, è applicabile sia in ambito professionale che personale, ed è la seguente:

  • S Specifico (deve essere identificato in modo inequivocabile ma anche espresso in modo sintetico)
  • M Misurabile (devo indicare chiaramente quali sono i parametri per cui mi renderò conto di aver raggiunto il mio obiettivo)
  • A accessibile o anche accordato (abbiamo le giuste competenze? Risorse? Risponde ad un nostro reale bisogno di cambiamento?)
  • R  Realistico (raggiungibile nel contesto di riferimento, ma anche rilevante rispetto magari ad un progetto più ampio)
  • T Temporalmente definito (decido e definisco la scadenza entro la quale il mio obiettivo deve essere raggiunto).

Potremmo aggiungere ancora altri elementi, mi piace pensare che anche l’aspetto Ecologico sia altrettanto importante, cioè che il raggiungimento del mio obiettivo sia in linea con il contesto nel quale cercherò di realizzarlo con mio beneficio ma anche salvaguardando la collettività.

A volte però anche quando abbiamo “confezionato” il nostro obiettivo con tutti i giusti connotati, non riusciamo a realizzarlo.

Le cause possono essere le più diverse. Prima di tutto dobbiamo sempre tenere presente che siamo esseri che biologicamente parlando, tendono a fuggire da tutto ciò che richiede uno sforzo, un cambiamento che per il nostro cervello può essere recepito come un’azione non piacevole e in alcuni casi rischiosa.  La nostra quotidianità si sviluppa all’interno di un ambito che viene definito “zona di confort” che per quanto possa essere difficile, non gratificante in assoluto, rappresenta il nostro universo conosciuto, oltre il quale è “faticoso” andare. Spostarsi nella zona successiva, quella della “crescita”, richiede comunque uno sforzo quanto meno delle   abitudini ma ancor prima dei pensieri che guidano le  nostre azioni. Dobbiamo essere molto motivati perché internamente non si attivino delle resistenze che alle prime difficoltà ci facciano ritornare sui nostri passi, nella zona di confort. I pensieri che produciamo sono il riflesso del nostro vissuto, delle credenze limitanti sviluppate negli anni, delle emozioni, della scala dei valori che ci guidano nelle nostre scelte quotidiane, rappresentando gli elementi da tenere fortemente in considerazione se vogliamo trovare in essi degli alleati e non dei nemici. Ogni azione passa da un percorso di consapevolezza, senza la quale le azioni esterne non trovano la giusta direzione.

La buona notizia è che in qualsiasi momento, chiunque di noi può intraprendere questa strada di conoscenza, che prevede percorsi per lo più sconosciuti, dove il paesaggio può presentarsi con ostacoli non sempre facili da superare, ma il premio finale consiste nel sentirci ogni giorno di più, passo dopo passo, padroni della nostra vita e allora, i propositi, i sogni che abbiamo espresso, potranno anche diventare obiettivi totalmente raggiunti e superati.

 

Chi è Miriam Bargagna

Da anni interessata a tutto ciò che è benessere, dopo aver studiato e approfondito diverse tecniche e terapie olistiche, si appassiona al mondo della crescita personale. Frequenta vari corsi e seminari a livello locale a nazionale fino a raggiungere la qualifica di operatore olistico nei registri Aspin, tramite il Centro di Ricerca Erba Sacra,  livello formatore, secondo la legge  4 del 14 gennaio 2013. Nell’ottobre 2015 acquisisce la certificazione di  Practitioner of Neuro- Linguistic Programming for Education con Kate Benson (International Director of Education for the Society of NLP™).

Ha creato un percorso di crescita personale  basato sulla consapevolezza e sulla ricerca interiore che è sempre in continua evoluzione.