Davide Casu presenta “Poetica”

davide casu

Davide Casu scrittore di racconti e poesie, Davide Casu musicista, Davide Casu pittore: raramente mi capita di assistere ad una tale esplosione di creatività. Eppure già quando Davide mi presentò il manoscritto del suo primo libro, “Cabudianas. In silenzio tra i tralci”, (Edizioni Nemapress) avevo capito di essere davanti ad un giovane molto serio e motivato, che riversava nella scrittura il suo mondo, ma a differenza della scrittura di tanti ragazzi, soltanto autoreferenziale e sentimentale, la sua penna tendeva, tende, ad essere di interesse sociale, è collettiva.

Il genere narrativo perseguito in “Cabudianas. In silenzio tra i tralci”, è molto caro alle nuove generazioni di lettori, un fantasy tra preistoria e contemporaneità dove gli angeli sono le guardie di un Dio nuragico che protegge il suo popolo ed insieme preserva la natura. Già in questa prima prova l’interesse di Davide Casu è esplicito: il ritorno alla campagna, alla vita semplice, in stretto contatto con la natura, dove gli uomini riscoprono il ruolo di garanti dell’ambiente e non già, non più, quello di selvaggi distruttori.

Questa priorità tematico-evocativa si è rafforzata nel secondo romanzo, “Baddes”, anch’esso pubblicato
dalle Edizioni Nemapress: fin dal titolo, un grido d’amore per le valli intorno alla sua Alghero, con un monito verso un futuro di catastrofi, se l’uomo non si ravvede e non ritorna a rispettare i cicli bio-antropologici, le leggi non scritte ma universali della natura.

Anche gli studi in architettura di Davide Casu si muovono in tale direzione: rispetto per l’ambiente, bellezza e centralità dell’uomo. Così come le sue poesie che intanto continuano a prendere corpo e poi trovano voce nelle ballate, musiche originali e ipnotiche come nella migliore tradizione dei cantautori italiani.

La lingua algherese che si mescola all’italiano, la lingua narrativa e quella poetica che trova poi compagnia nei colori di uno stile pittorico, originale ed antico insieme, dove la figura femminile è erotica e materna, una Grande Madre che è anch’essa natura e creatività.

Non mi pare azzardato sostenere che raramente ci si imbatte in un artista che sia così coerente con le motivazioni della propria creatività, tanto da diffonderle e sperimentarle in più manifestazioni: pittura, musica, poesia e narrativa, architettura.

In questo cofanetto, è raccolta l’opera poliedrica e multiforme di Davide Casu, qui illustratore con i suoi quadri, presente nel disco con la sua musica e autore delle pagine di poesie e racconti. Non vorrei scandalizzare i lettori di questa mia Prefazione, ma riguardando nel suo insieme l’opera di Davide penso ad un artista del Rinascimento, quando ancora la piena rivoluzione scientifica non aveva diviso e particellizzato il sapere, e geni come Leonardo da Vinci potevano essere contemporaneamente grandi ingegneri, scultori, pittori e inventori.

Con Davide Casu ho fatto una bellissima esperienza, in piazza, sul palco davanti a centinaia di persone, ho recitato le sue poesie mentre lui, accanto a me, interpretava la sua musica sulle corde della inseparabile chitarra. Sono certa che chi potrà ascoltare questo CD, tenendo d’occhio contemporaneamente i suoi quadri e le sue parole scritte, avrà una altrettanto forte emozione.

Sono molto orgogliosa e fiera di aver contribuito alla nascita di questo nuovo artista che dalla Sardegna, da Alghero, porta la sua arte nel mondo, perché, come ebbe a scrivere un grade poeta sardo: “la mia patria è un’isola, per questo devo navigare”.

Neria De Giovanni

 
Davide Casu
Nato ad Alghero, il 16 gennaio 1983, si forma negli ambienti artistici e culturali tra Alghero, Torino e Madrid. Si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia del capoluogo piemontese, dove fonderà gli ésthesis, con una felice esperienza compositiva e concertistica che si concluderà nel 2006. Trasferitosi in terra Iberica, predomina l’attività pittorica e numerose sono le sue esposizioni tra Alicante, Madrid, Illescas e Ciudad Real, con buoni apprezzamenti da parte della critica. Nel mentre, prosegue anche la sua attività concertistica e cantautorale per i locali madrileni. Tornato in Sardegna, continua ad esporre e scrivere; nel 2011 pubblica C’eran los Suelgius, opera letteraria in tre lingue, nel settembre seguente vince il Premio Pino Piras per la nuova canzone algherese. Nel 2013 pubblica Cabudianas con la casa editrice Nemapress e nel 2014 vince il Premio Sari con la poesia Torì, ed il Premio Italia mia, sezione narrativa, col racconto Il ritorno. Sempre nello stesso anno esce nelle librerie col romanzo Baddes, nel 2015 segue una raccolta di poesie dal titolo Hablando con Castilla. Nell’ottobre del 2015 è finalista al PREMIO ANDREA PARODI, di respiro nazionale, dove vince il premio per il miglior testo e il premio per la miglior musica, con la canzone Sant’Eulalia. Attualmente studia presso il dipartimento di architettura dell’università di Sassari, dove ha conseguito il titolo di Urbanista.