Riconoscere la rabbia

Riconoscere la rabbia

Che cos’è la rabbia? Nella maggior parte delle teorie psicologiche è la reazione alla frustrazione e alla costrizione sia fisica che psicologica.

Queste componenti sono importanti per la sua attivazione ma l’elemento rilevante è dato dalla responsabilità, dalla consapevolezza che si attribuisce alla persona che in quel momento si oppone alla soddisfazione di un nostro bisogno fisico o psicologico, pur essendo nella condizione di poterlo evitare.

La rabbia è un’emozione primitiva e in quanto tale può essere osservata sia in bambini che in specie di animali diverse dall’uomo.

La Rabbia. Seminario esperienziale condotto da Miriam Bargagna evidenza

Insieme alla gioia e al dolore è una delle emozioni più precociA differenza di queste socialmente è molto meno accettata e sin piccoli molto spesso veniamo educati alla soppressione o al massimo al suo contenimento.

Se prendiamo come riferimento la triade dell’ostilità troviamo affiancate alla rabbia il disgusto e il disprezzo. Questi sentimenti sono fortemente collegati tra di loro tanto che a volte risulta difficile capire qual è quello predominante.

La terminologia di riferimento varia in base all’intensità dell’emozione, se maggiore parliamo di collera, esasperazione, furore e ira mentre se è minore di irritazione, fastidio, impazienza.

Sin da bambini ci viene insegnato che arrabbiarsi non è una buona cosa, per cui giorno per giorno impariamo a nascondere la rabbia che proviamo fino a non ascoltarla e a non esprimerla più e a lasciare che sia il corpo a farsene carico, con malesseri di varia intensità. In realtà se riuscissimo a metterci nella condizione dell’osservatore che si pone di fronte alle varie situazioni con sguardo presente ma non giudicante, ci daremmo l’occasione di apprendere molte informazioni per il nostro sviluppo interiore.

Come ho scritto all’inizio di questo articolo, la rabbia si attiva quando ci troviamo nella condizione di non vedere accolto un nostro bisogno e percepiamo in questa negazione un attacco alla nostra persona nella sua totalità. In quel momento ci viene data la possibilità di manifestare, nella giusta modalità, quale è il nostro bisogno e perché ci sentiamo frustrati se questo non viene accolto.

Questo atteggiamento, se allenato costantemente dalle situazioni più semplici a quelle più complicate, nel tempo ci metterà nella condizione di essere noi degli individui coesi e coerenti nella nostra espressività più profonda, ma anche di creare relazioni, il più possibile libere da vizi di forma, molto spesso condizionate dalla paura.

Entrare in contatto con la nostra rabbia è una grande possibilità di andare a contattare piccole parti di noi, che nel tempo abbiamo messo a tacere e utilizzare la loro energia inespressa, per riportare ordine interiore, aumento la possibilità di esprimerci secondo quello che era il potenziale che avevamo da bambini quando non dovevamo cedere a svariati compromessi per quella che  allora percepivamo come unica possibilità di sopravvivenza, ma che alla fine ci ha fatto perdere la nostra autenticità.

La buona notizie è che non è mai tardi per cominciare questo cammino di consapevolezza.

 

Chi è Miriam Bargagna

Da anni interessata a tutto ciò che è benessere, dopo aver studiato e approfondito diverse tecniche e terapie olistiche, si appassiona al mondo della crescita personale. Frequenta vari corsi e seminari a livello locale a nazionale fino a raggiungere la qualifica di operatore olistico nei registri Aspin, tramite il Centro di Ricerca Erba Sacra,  livello formatore, secondo la legge  4 del 14 gennaio 2013.  Nell’ottobre 2015 acquisisce la certificazione di  Practitioner of Neuro- Linguistic Programming for Education con Kate Benson (International Director of Education for the Society of NLP™).

Ha creato un percorso di crescita personale  basato sulla consapevolezza e sulla ricerca interiore che è sempre in continua evoluzione.