Lavorare per obiettivi

Lavorare per obiettivi

Ad ogni Capodanno, tra i vari rituali c’è anche quello di pensare: “cosa farò di nuovo quest’anno?”

La nostra mente libera di spaziare, ci porta in luoghi sconosciuti, ad esercitare attività ambite, ad una forma fisica smagliante e alla realizzazione del sogno di tutta la vita.

I giorni passano e quei pensieri che abbiamo fatto, quei propositi celati anche a noi stessi durante il resto dell’anno, vengono riposti nel cassetto in attesa di essere rispolverati alla prima buona occasione.

I desideri sono sogni espressi ma senza una precisa definizione o progetto di attuazione, pertanto rischiano di dissolversi come neve al sole.

Quando invece vogliamo fortemente realizzare qualcosa dobbiamo necessariamente tenere conto di alcuni aspetti fondamentali.

L’obiettivo perché possa essere definito tale, deve essere costruito tenendo conto di alcuni elementi indispensabili che trovano già una prima collocazione nell’acronimo SMART.

La decodifica di questo termine, è applicabile sia in ambito professionale che personale, ed è la seguente:

  • S Specifico (deve essere identificato in modo inequivocabile ma anche espresso in modo sintetico)
  • M Misurabile (devo indicare chiaramente quali sono i parametri per cui mi renderò conto di aver raggiunto il mio obiettivo)
  • A accessibile o anche accordato (abbiamo le giuste competenze? Risorse? Risponde ad un nostro reale bisogno di cambiamento?)
  • R  Realistico (raggiungibile nel contesto di riferimento, ma anche rilevante rispetto magari ad un progetto più ampio)
  • T Temporalmente definito (decido e definisco la scadenza entro la quale il mio obiettivo deve essere raggiunto).

Potremmo aggiungere ancora altri elementi, mi piace pensare che anche l’aspetto Ecologico sia altrettanto importante, cioè che il raggiungimento del mio obiettivo sia in linea con il contesto nel quale cercherò di realizzarlo con mio beneficio ma anche salvaguardando la collettività.

A volte però anche quando abbiamo “confezionato” il nostro obiettivo con tutti i giusti connotati, non riusciamo a realizzarlo.

Le cause possono essere le più diverse. Prima di tutto dobbiamo sempre tenere presente che siamo esseri che biologicamente parlando, tendono a fuggire da tutto ciò che richiede uno sforzo, un cambiamento che per il nostro cervello può essere recepito come un’azione non piacevole e in alcuni casi rischiosa.  La nostra quotidianità si sviluppa all’interno di un ambito che viene definito “zona di confort” che per quanto possa essere difficile, non gratificante in assoluto, rappresenta il nostro universo conosciuto, oltre il quale è “faticoso” andare. Spostarsi nella zona successiva, quella della “crescita”, richiede comunque uno sforzo quanto meno delle   abitudini ma ancor prima dei pensieri che guidano le  nostre azioni. Dobbiamo essere molto motivati perché internamente non si attivino delle resistenze che alle prime difficoltà ci facciano ritornare sui nostri passi, nella zona di confort. I pensieri che produciamo sono il riflesso del nostro vissuto, delle credenze limitanti sviluppate negli anni, delle emozioni, della scala dei valori che ci guidano nelle nostre scelte quotidiane, rappresentando gli elementi da tenere fortemente in considerazione se vogliamo trovare in essi degli alleati e non dei nemici. Ogni azione passa da un percorso di consapevolezza, senza la quale le azioni esterne non trovano la giusta direzione.

La buona notizia è che in qualsiasi momento, chiunque di noi può intraprendere questa strada di conoscenza, che prevede percorsi per lo più sconosciuti, dove il paesaggio può presentarsi con ostacoli non sempre facili da superare, ma il premio finale consiste nel sentirci ogni giorno di più, passo dopo passo, padroni della nostra vita e allora, i propositi, i sogni che abbiamo espresso, potranno anche diventare obiettivi totalmente raggiunti e superati.

 

Chi è Miriam Bargagna

Da anni interessata a tutto ciò che è benessere, dopo aver studiato e approfondito diverse tecniche e terapie olistiche, si appassiona al mondo della crescita personale. Frequenta vari corsi e seminari a livello locale a nazionale fino a raggiungere la qualifica di operatore olistico nei registri Aspin, tramite il Centro di Ricerca Erba Sacra,  livello formatore, secondo la legge  4 del 14 gennaio 2013. Nell’ottobre 2015 acquisisce la certificazione di  Practitioner of Neuro- Linguistic Programming for Education con Kate Benson (International Director of Education for the Society of NLP™).

Ha creato un percorso di crescita personale  basato sulla consapevolezza e sulla ricerca interiore che è sempre in continua evoluzione.